Cos’è il tempo? Così’è lo spazio? – Carlo Rovelli

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Conosco Rovelli dai tempi delle “Sette Brevi Lezioni di Fisica” (Qui il link al sito della casa editrice) e gli devo qualcosa di estremamente prezioso a metà tra la curiosità, il desiderio di imparare e lo sbalordimento.

Qui ha condiviso i suoi dubbi, le sue scoperte e cosa l’ha spinto a diventare uno scienziato.

Non c’è nulla di più struggente di una vita dedicata alla scienza.

A leggerlo questo libro ci si sente piccoli e inconsapevoli e non c’è niente di più salutare.

A leggerlo questo libro, si smette di pensare di essere il centro del mondo.

E poi c’è tutta la questione del tempo che non esiste.

 

 

International Youth Meeting Flossenbürg – 2017

Dieses Jahr hatten wir Gluck, wir sind in KZ in Flossenbürg gewswn.

Wir haben viele ausländische Menschen wie Kalman, Iveta, Marta, Luca, Roni getroffen.

Wir haben viele Aktivität en gemacht.

Matthias, Sara und Amy waren unsere Schützer und sie waren sehr sympathisch undvorbereitet.

Wir haben den KZ in Flossenbürg besucht.

Wir haben Bowling gespielt und wir Italiener sind sehr laut gewesen.

Wir haben viele Städte wie Regensburg und Weiden besucht.

Wir haben Gibillini Venanzio getroffen und wir haben mit ihm gesprochen.

Wir haben an dem letzten Tag an die Zeremonie teilgenommen.

Diese Erfahrung ist sehr Interessant und fesselnd gewesen.

Nicht vergessen ist sehr wichtig und mit dieser Erfahrung haben wir die Geschichte berührt.

Artikel von Furfaro Danny, Marcantonio Alberto, Lo Gatto Nicole, Pelle Andrea

Unidici treni – Paolo Nori

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In dieci giorni mi mangio questo libro e appena lo finisco mi viene da pensare al funk. Mi piace talmente tanto che leggo lentamente e non voglio finirlo.

Il funk è quel tipo di musica che ci sembra semplice ma che è difficile da eseguire.

Qui si parla di cambio di identità, di amore, di storia contemporanea con tanta intimità.

Mi struggo ma devo. Mi sento in dovere di citare le ultime frasi del libro:

“Poi si prendono tanti treni, si va dove ci chiamano, si legge ad alta voce con leggero accento emiliano. Si supera il riserbo istintivo, la timidezza, per il piacere che succeda qualcosa, tra le parole e la voce, tra le parole e la musica, che siano percussioni, clarinetti, il canto delle mondine.

Che succeda qualcosa con i lettori che ascoltano, che sentono le parole e l’emozione e la sincerità di chi si espone senza esibirsi mai.

Per dire che è stato bello, che c’era tanta gente, che si è stati bene.”

Starete bene quindi. Oltre a questo riderete molto, imparerete a usare meglio le parole e saprete che cambiare identità non è difficile.

E funk e poesia. Come se ci fosse un domani.

http://www.paolonori.it/

Diese deutschen Wörter sind weltweit einzigartig

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I. Weltschmerz. Letteralmente “dolore del mondo”. Il termine, coniato dall’autore tedesco Johann Paul Friedrich Richter, indica il “dolore cosmico” provato da colui che si rende conto che la realtà fisica non può soddisfare i bisogni della mente. Una visione del mondo tipica di autori come Leopardi, Heinrich Heine e Lord Byron.

II. Drachenfutter. In italiano si traduce come “cibo del dragone”. Diciamo che hai dimenticato il tuo anniversario di matrimonio e tua moglie è incazzata nera. Cosa fai? Le fai un regalo per riparare alla tua dimenticanza. Ecco, quello è il “cibo del dragone”.

III. FremdschämenFremd significa estraneo e Schämen provare vergogna. Fremdschämen significa sentirsi in imbarazzo per qualcosa che qualcun altro ha fatto. Capita spesso, no?

IV. Vorfreude. Diciamo che ti aspetta una cena con una persona che ti intriga. È pomeriggio, fra tre ore la incontrerai, ti prepari, pensi a cosa succederà e senti una forte sensazione di gioia. Vorfreude significa letteralmente “pre-felicità”.

V. Treppenwitz. Sono trascorse un paio d’ore, e pensi che in quella situazione avresti dovuto dire una battuta più efficace. Tornato a casa, hai l’illuminazione e pensi “Ah! Avrei dovuto rispondere così!”. Ma è troppo tardi. Questo è il Treppenwitz, letteralmente “scherzo delle scale”.

VI. Geisterfahrer. “L’autista fantasma”. Il Geisterfahrer è colui che imbocca una strada nel senso di marcia sbagliato.

VII. Handschuhschneeballwerfer. Sì, sì, lo so, sono quasi trenta lettere! Niente panico: Handschuh (che è costituita già da due parole) significa guanto,Schnee neve, Ball palla e Werfer lanciatore. Tutto insieme significa: colui che indossa dei guanti per lanciare una palla di neve.

VIII. Herbstmelancholie. Un’unica parola per descrivere l’emozione che stiamo provando in questo periodo: la malinconia d’autunno.

IX. WaldeinsamkeitEinsamkeit significa solitudine, Wald è bosco. È quella pressante sensazione di solitudine e disagio quando ci si inoltra in un fitto bosco.

X. Torschlußpanik. In questa parola c’è un romanzo. È il panico provato in era medievale quando il ponte levatoio si abbassava indicando un attacco dei nemici. Indica l’ansia provata quando ci si rende conto che la nostra vita va avanti e le chance di realizzare i “nostri sogni” diminuisce ogni giorno.

XI. Schadenfreude. Non vogliamo ammetterlo, ma ci capita spesso. Il vostro arcinemico ha appena fatto una sciocchezza ed è diventato lo zimbello del gruppo. La sottile punta di felicità che state provando è la Schadenfreude, la gioia della sciagura di qualcun altro.

XII. Fernweh. La mia preferita, perché questa sensazione l’ho sempre provata, ma non sapevo esistesse una parola per definirla. Letteralmente significa “nostalgia dell’altrove”. È il forte bisogno di dover viaggiare per esplorare il mondo.

Quelle: http://www.ilmitte.com/parole-tedesche-non-esistono-italiano/