L’enciclopedia dei morti – Danilo Kiš

Al mondo ci sono 36 saggi e, in quanto saggi, dicono sempre qualcosa di giusto. Dicono più o meno tutti la stessa cosa e cioè che la vanità ci ucciderà tutti. Toccherà stare attenti da qui in avanti, consigliano i saggi.

Solo su un tema i saggi sono divisi. 18 saggi affermano sia importante dimenticare per vivere felici. Gli altri 18 sostengono invece che sia importante non dimenticare per vivere felici. Discutono da anni senza litigare ma non riescono a mettersi d’accordo.

I saggi suggeriscono anche di non fidarsi troppo degli intrighi, a meno che siano divertenti, tipo rapinatori di Nutella o un gruppo segreto di zumbisti che complottano contro i festival latino-americani.

Il prete bello, Goffredo Parise

Qui si racconta della  sacralità di un luogo microscopico. Nulla che abbia a che vedere con la trinità sul cruscotto dei camionisti. Si sa che la solennità la fanno soprattutto le persone e che  alcuni movimenti della vita, seppur impercettibili, possono rimbombare. E’ solo una questione di tempo e di scrittura. E non c’è sacerdote che tenga.

La parola ai giovani – Umberto Galimberti

I viandanti non sono passeggeri ne clienti. Non sono viaggiatori. Si muovono leggeri e non hanno bisogno di essere in tempo. Non hanno tappe predeterminate. Sarà per quello che a loro non sfugge niente e che per loro la vita è uno spettacolo.

Ha ragione Nietzsche (ha mai avuto torto Nietzsche?),

“La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo sempre più ricca, più desiderabile e più misteriosa […] e non un dovere, non una fatalità, non una fede. La vita come mezzo di conoscenza. Con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma anche gioiosamente vivere e gioiosamente vivere.”