La macchina dello stupore di un uomo superfluo

A dir la verità anche io se taccio, lo faccio in italiano.

Sogno in tedesco a volte e a furia di guardare serie tv in inglese mi viene quella lingua lì.

Due cose però le so. Una è che, come dice Brodskij, se mi sconfiggono tendo a non dare la colpa a nessuno.

La seconda è che quello che ami (e anche quello che leggi) salta fuori dappertutto.

A essere onesti bisognerebbe affidarsi a una particolare idea di vita.
Sarebbe l’avere cura di fermare l’inconsapevolezza e far diventare ogni giorno una meraviglia (e con meraviglia non intendo mica per forza girare il mondo in moto [magari], intendo anche sedersi vicino al lettino di tuo figlio e aspettare che si svegli).

Qualcuno la chiama arte.

Ultima cosa. Sopra tutto non c’è l’amore, c’è la compassione.

I sotterranei del Vaticano – André Gide

Nessuna accezione spregiativa dovrebbe contraddistinguere la parola “farsa”. Sarebbe più onesto ammettere a noi stessi, prima di tutto, che una commedia o l’assurdo è una quotidianità consolidata ma non perciò priva di fascino. Il mondo è triste e bello. Si ride per carità, ma mentre si ride ci si guarda. Si continua a sorridere, mentre una lacrima scende e il mondo va avanti da millenni.

Rüdiger Safranski – Goethe

Sono mesi che ascolto la vita di Goethe raccontata da Rüdiger Safranski. Precisamente da aprile.

Confesso di non condividere il suo costante rifiuto di partecipare ai funerali.  Per me è confortante stare vicino alla morte. La sua vita è grandiosa e il suo pensiero è uno schiaffo a tutti quelli che non sono in grado di innamorarsi e con amore intendo Eros.

Ammetto anche di essermi emozionato quando ho scoperto di condividere con lui l’idea dell’assenza dell’inferno e quindi sulla inconsistenza del diavolo.

Esiste qualcuno che, subdolamente, trama contro di noi. Il mio sabotatore si chiama Andrea Avogaro.

La realtà e la morte esistono. Ma esistiamo anche noi nel mondo e noi  siamo degli esseri dotati di volontà smemorata, nel senso che siamo in grado di dimenticarci ogni fallimento.

In verità tutto ciò, caro Johann Wolfgang, me l’avevi spiegato già a 22 anni. Il Faust (per essere precisi l’Urfaust, il Faust I e il Faust II) signori, è non solo uno dei motivi per cui si può essere fieri di essere uomini ma anche quel capolavoro che mi aveva aiutato a capire come nella vita ci fosse sempre bisogno di  rocambolate e studio. Assieme.

E io, da sempre, lì sto.

“In Goethes Weltschau war kein Platz fur eine selbständige Macht des
Bösen. Für Goethe gab es keinen Teufel. Bekanntlich muß man an den Teufel glauben wie an Gott. Und Goethe glaubte weder an einen überweltlichen Gott noch an den Teufel. Goethe war zeitlebens Spinozist. Für ihn galt:
Deus sive natura. Gott ist die Natur, in ihrem ganzen Reichtum und vor
allem in ihrer schöpferischen Kraft. Und der Mensch kann und soll diese
schöpferische Kraft, die auch in ihm lebt, entdecken, bewahren und betätigen. Tätigsein ist deshalb der wahre Gottesdienst an der Natur. Mit dem
Tätigsein und Streben hat es schlechterdings kein Ende. Das ist Goethes
Vision der Unsterblichkeit.”

Quelle: https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-476-02817-4_36

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Virginia Woolf – Gita al faro

Sono stato dovunque leggendo questo romanzo. Ho visto tutto e a volte, non fidandomi di me stesso, mi sono strofinato gli occhi dall’incredulità. Ho attraversato tutte le emozioni possibili. Tutto grazie a Virgina Woolf, che, mi ha accompagnato e in ogni momento ha avuto parole sbalorditive e drammatiche, aiutandomi a vedermi da distante. Allontanandomi da me quanto basta per vedermi come straniero.

Stefan Zweig – Opportunismo

Mi si perdoni la lunga citazione e ci si fidi per favore dei tagli chirurgici ma è l’unico modo che ho per ricostruire fedelmente il pensiero di Stefan Zweig che ho trovato in questo libretto. Quando dico fedelmente, intendo anche dichiarare la mia totale fede in lui, perché le sue parole trapassano i tempi e non accetto contrari. Chi non fosse d’accordo con me è pregato di scomparire.

” L’opinione è massa, la convinzione è uomo. E la tragedia dell’epoca attuale, in una frase, è questa: le opinioni hanno trionfato sulle convinzioni. La chiacchiera sulla conoscenza. […] Ciò che vediamo è opportunismo.  Un silenzioso strisciare dall’altra parte. Rifuggendo dalle proprie responsabilità […] E il nostro dovere sacro non sarà la creazione di un partito politico, ma quello di combattere tale opportunismo. […] Non c’è pensiero puro o nobile ideale che non si svilisca a nulla quando se ne impossessano gli opportunisti – i corsari dell’opinione. Ciò che nasce sempre per interesse e mai per necessità interiori, vissute, non potrà mai diventare davvero creativo. […] Il pericolo vero, il pericolo morale, sono i disertori, gli annacquatori di ogni idea, gli opportunisti del momento, i patrioti di ogni vantaggio, i parassiti del successo.”(Stefan Zweig, Opportunismo, il nemico universale, pubblicato in Das Forum, III, n. I, Berlino 1920)

Mi si dirà: “Moralista!”

E io rispondo: “Birra media, grazie!”