Virginia Woolf – Gita al faro

Sono stato dovunque leggendo questo romanzo. Ho visto tutto e a volte, non fidandomi di me stesso, mi sono strofinato gli occhi dall’incredulità. Ho attraversato tutte le emozioni possibili. Tutto grazie a Virgina Woolf, che, mi ha accompagnato e in ogni momento ha avuto parole sbalorditive e drammatiche, aiutandomi a vedermi da distante. Allontanandomi da me quanto basta per vedermi come straniero.

Stefan Zweig – Opportunismo

Mi si perdoni la lunga citazione e ci si fidi per favore dei tagli chirurgici ma è l’unico modo che ho per ricostruire fedelmente il pensiero di Stefan Zweig che ho trovato in questo libretto. Quando dico fedelmente, intendo anche dichiarare la mia totale fede in lui, perché le sue parole trapassano i tempi e non accetto contrari. Chi non fosse d’accordo con me è pregato di scomparire.

” L’opinione è massa, la convinzione è uomo. E la tragedia dell’epoca attuale, in una frase, è questa: le opinioni hanno trionfato sulle convinzioni. La chiacchiera sulla conoscenza. […] Ciò che vediamo è opportunismo.  Un silenzioso strisciare dall’altra parte. Rifuggendo dalle proprie responsabilità […] E il nostro dovere sacro non sarà la creazione di un partito politico, ma quello di combattere tale opportunismo. […] Non c’è pensiero puro o nobile ideale che non si svilisca a nulla quando se ne impossessano gli opportunisti – i corsari dell’opinione. Ciò che nasce sempre per interesse e mai per necessità interiori, vissute, non potrà mai diventare davvero creativo. […] Il pericolo vero, il pericolo morale, sono i disertori, gli annacquatori di ogni idea, gli opportunisti del momento, i patrioti di ogni vantaggio, i parassiti del successo.”(Stefan Zweig, Opportunismo, il nemico universale, pubblicato in Das Forum, III, n. I, Berlino 1920)

Mi si dirà: “Moralista!”

E io rispondo: “Birra media, grazie!”

La leggenda dei monti naviganti – Paolo Rumiz

Mi scuso terribilmente con lo scrittore se leggo questo libro stando fermo. Non faccio onore né a lui né al dio del Fernweh se sono ancora qui. Lo so benissimo che non dovrei avere altri  impegni se non quello di viaggiare. Prometto che mi impegnerò a viaggiare anche quando vado a fare benzina.

L’enciclopedia dei morti – Danilo Kiš

Al mondo ci sono 36 saggi e, in quanto saggi, dicono sempre qualcosa di giusto. Dicono più o meno tutti la stessa cosa e cioè che la vanità ci ucciderà tutti. Toccherà stare attenti da qui in avanti, consigliano i saggi.

Solo su un tema i saggi sono divisi. 18 saggi affermano sia importante dimenticare per vivere felici. Gli altri 18 sostengono invece che sia importante non dimenticare per vivere felici. Discutono da anni senza litigare ma non riescono a mettersi d’accordo.

I saggi suggeriscono anche di non fidarsi troppo degli intrighi, a meno che siano divertenti, tipo rapinatori di Nutella o un gruppo segreto di zumbisti che complottano contro i festival latino-americani.

Il prete bello, Goffredo Parise

Qui si racconta della  sacralità di un luogo microscopico. Nulla che abbia a che vedere con la trinità sul cruscotto dei camionisti. Si sa che la solennità la fanno soprattutto le persone e che  alcuni movimenti della vita, seppur impercettibili, possono rimbombare. E’ solo una questione di tempo e di scrittura. E non c’è sacerdote che tenga.