La rettorica che ci rode le ossa

“C’è nel seno della Nazione un nemico più potente dell’Austria ed è la nostra colossale ignoranza. Sono le moltitudini analfabete, i burocrati macchina, i professori ignoranti, i politici bambini, i diplomatici impossibili, i generali incapaci, l’operaio inesperto, l’agricoltore patriarcale e la rettorica che ci rode le ossa. Non è il Quadrilatero di Mantova e Verona che ha potuto arrestare il nostro cammino ma è il Quadrilatero di 17 Milioni di analfabeti e 5 milioni di Arcadi.”

Di chi è la colpa? – Pasquale Villari, 1866

Storia dell’età barocca in Italia – Benedetto Croce

Ho deciso che dovevo studiare Benedetto Croce perché è Benedetto Croce. Perché io sono un nano e lui è un gigante. In qualche modo fidandomi della Storia, dei miei professori e dei libri che ho studiato.

E lui, Benedetto, non solo mi ha portato a spasso nel Seicento ma mi ha spiegato che quello che conta è  il “sentimento”. Niente di romantico per carità o sdolcinatezze. Il sentimento, lui,  sta alla base di ogni arte, il desiderio di comunicare qualcosa di  potente e viscerale e di farlo in una maniera altrettanto imponente, “Fantasia che parla alle fantasie” (p.304).

Succede che allora mi sento meno perso, grazie Benedetto, perché, forse non lo sai ma ai nostri giorni pare di essere dentro una lavatrice di parole e i porti sicuri sono pochi. E io, Benedetto, mi perdo.

Pertanto grazie