Canto d’amore – Liebes Lied

Canto d’amore

Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla oltre te, all’infinito?
Potessi nasconderla in un angolo
sperduto nelle tenebre;
un estraneo rifugio silenzioso
che non seguiti a vibrare
se vibra il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me insieme
ci tende come un arco
che da due corde un suono solo rende
Su quale strumento siamo tesi,
e quale grande musicista ci tiene nella mano?
O dolce canto.

Liebes-lied

Wie soll ich meine Seele halten, daß
sie nicht an deine rührt? Wie soll ich sie
hinheben über dich zu andern Dingen?
Ach gerne möcht ich sie bei irgendwas
Verlorenem im Dunkel unterbringen
an einer fremden stillen Stelle, die
nicht weiterschwingt,wenn deineTiefen schwingen.
Doch alles, was uns anrührt, dich und mich,
nimmt uns zusammen wie ein Bogenstrich,
der aus zwei Saiten eine Stimme zieht.
Auf welches Instrument sind wir gespannt?
Und welcher Spieler hat uns in der Hand?
O süßes Lied.

Rainer Maria Rilke

(da Nuove poesie)

Unidici treni – Paolo Nori

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In dieci giorni mi mangio questo libro e appena lo finisco mi viene da pensare al funk. Mi piace talmente tanto che leggo lentamente e non voglio finirlo.

Il funk è quel tipo di musica che ci sembra semplice ma che è difficile da eseguire.

Qui si parla di cambio di identità, di amore, di storia contemporanea con tanta intimità.

Mi struggo ma devo. Mi sento in dovere di citare le ultime frasi del libro:

“Poi si prendono tanti treni, si va dove ci chiamano, si legge ad alta voce con leggero accento emiliano. Si supera il riserbo istintivo, la timidezza, per il piacere che succeda qualcosa, tra le parole e la voce, tra le parole e la musica, che siano percussioni, clarinetti, il canto delle mondine.

Che succeda qualcosa con i lettori che ascoltano, che sentono le parole e l’emozione e la sincerità di chi si espone senza esibirsi mai.

Per dire che è stato bello, che c’era tanta gente, che si è stati bene.”

Starete bene quindi. Oltre a questo riderete molto, imparerete a usare meglio le parole e saprete che cambiare identità non è difficile.

E funk e poesia. Come se ci fosse un domani.

http://www.paolonori.it/