I sotterranei del Vaticano – André Gide

Nessuna accezione spregiativa dovrebbe contraddistinguere la parola “farsa”. Sarebbe più onesto ammettere a noi stessi, prima di tutto, che una commedia o l’assurdo è una quotidianità consolidata ma non perciò priva di fascino. Il mondo è triste e bello. Si ride per carità, ma mentre si ride ci si guarda. Si continua a sorridere, mentre una lacrima scende e il mondo va avanti da millenni.

Mein Herz brennt

L’uomo è abituato a vivere in ogni condizione possibile. Eppure vivere è difficile, soprattutto in alcuni momenti. Io e il mio cervello crediamo di vivere bene in quarantena. Il mio cuore invece, lui no. Lui brucia. Mein Herz brennt.

Ho un sacco di paure, per esempio

La poesia spinge via questi muri e i social media mi allontanano da me stesso.

Mi sento così, tra distanze e intimità

Grazie a lui

Sto bene a casa con Lucio. E’ complicato e splendido. Scontato, si dirà. Io non sono iperbolico. Sono un semplice insegnante che ama il silenzio, la cultura, le relazioni e la propria famiglia.

In questo momento mi mancano le relazioni, i miei studenti, che sono il vero motivo per cui mi alzo alla mattina. Sono un pigrone io e pure un indolente.

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Sono un mascalzone, che sbarca il lunario con le parole.

Mi manca il mio pubblico che è anche la mia seconda famiglia.

Alberto Arbasino – Ritratti Italiani

Viva Ennio Flaiano, il mio satiro preferito

“Effettivamente, se si ripensa agli anni della Dolce Vita o di Via Veneto, sembra davvero un’epoca remota, anche da spiegare alle generazioni più giovani. Come, per esempio, l’idea di serate molto piacevoli da un punto di vista intellettuale, culturale e anche proprio di divertimento, passate chiacchierando, cioè facendo una conversazione colta, brillante, leggera ma che toccava tutti i temi dell’attualità culturale (letteraria, politica, ideologica, di spettacolo, di informazioni sulle letterature straniere, sui classici magari minori), invece che stare muti davanti alla televisione e, fra un programma e l’altro, fra uno zapping e l’altro, parlare di quello che si è appena visto o tutt’al più di soldi, della salute, delle vacanze, dei bambini. O il balzano (allora) proposito di trascorrere le serate non uscendo, non andando alla redazione del Mondo, poi a un aperitivo in casa di qualcuno, al cinema o a teatro, quindi a cena in ristoranti che stavano aperti a Roma normalmente come in Spagna, fino alle due o alle tre, e poi ancora in via Veneto…

[…] I caratteri di Flaiano uomo e di Flaiano scrittore erano l’ironia e la malinconia, la disillusione e il disincanto e una delicatezza d’animo ferita, profonda e un po’ lontana in un’epoca che, in una delle ultime interviste, egli definiva “sciattona e sgangherata”.

Lui, qui, ha scritto cose meravigliose:

“Chi vive nel nostro tempo è vittima di nevrosi. Per vivere bene non bisogna essere contemporanei”

E la mia preferita ” A forza di scavare uno la merda la trova.”

Lord Chesterfield – Lettere al figlio

Lettera CXCII, Londra, 8 maggio, V.S., 1750

“Spero soltanto che non soltanto tu conservi, ma che migliori il tuo tedesco: ti tornerà utilissimo quando entrerai in affari, tanto più che sarai forse il solo inglese in grado di parlarlo e capirlo. Ti prego sempre di far sempre conversazione con i tedeschi, ovunque ti capiti di incontrarne: e a Parigi dovresti trovarne moltissimi. E l’italiano, ti è diventato agevole e familiare? Lo parli in modo fluente come il tedesco? Non puoi immaginare quale vantaggio ti procurerà, ne condurre trattative, l’essere perfettamente padrone dell’italiano, del tedesco e del francese, e il saperne cogliere appieno i significati e la finessse. In un negoziato fra due uomini di pari talento, quello che capisce meglio la lingua in cui esso si svolge finirà sempre per prevalere sull’altro. Il senso e il valore di una singola parola rivestono spesso importanza capitale in un accordo, e anche in una lettera.”