International Youth Meeting Flossenbürg – 2017

Dieses Jahr hatten wir Gluck, wir sind in KZ in Flossenbürg gewswn.

Wir haben viele ausländische Menschen wie Kalman, Iveta, Marta, Luca, Roni getroffen.

Wir haben viele Aktivität en gemacht.

Matthias, Sara und Amy waren unsere Schützer und sie waren sehr sympathisch undvorbereitet.

Wir haben den KZ in Flossenbürg besucht.

Wir haben Bowling gespielt und wir Italiener sind sehr laut gewesen.

Wir haben viele Städte wie Regensburg und Weiden besucht.

Wir haben Gibillini Venanzio getroffen und wir haben mit ihm gesprochen.

Wir haben an dem letzten Tag an die Zeremonie teilgenommen.

Diese Erfahrung ist sehr Interessant und fesselnd gewesen.

Nicht vergessen ist sehr wichtig und mit dieser Erfahrung haben wir die Geschichte berührt.

Artikel von Furfaro Danny, Marcantonio Alberto, Lo Gatto Nicole, Pelle Andrea

Una speranza ostinata – Claudio Cumani presenta Max Mannheimer

Sabato 28 gennaio, all’interno dei momenti di riflessione dedicati alla Giornata della Memoria, Claudio Cumani è venuto a raccontarci la storia di Max Mannheimer.

Claudio Cumani è  il traduttore e il curatore della versione italiana delle memorie di Max Mannheimer

Si direbbe una normalissima e se vogliamo banalissima assemblea dedicata alla memoria di una persona che ha vissuto una tragedia immane e che è sopravvissuta.

Ecco, non è stato così. Claudio ci ha parlato di Max, delle sue passioni, della sua vita con una tale cura e passione da farci immaginare Max lì con noi.

Claudio ci ha ricordato che Max Mannheimer è passato in totale per  sette campi di concentramento perdendo quasi tutta la famiglia, è tornato a casa, ha ricostruito la sua vita e ha deciso che era fondamentale aiutare noi tutti a non dimenticare.

Siamo stuperfatti quando ascoltiamo che  Max non ha mai accusato nessuno e ha sempre cercato di favorire il dialogo (ha fatto cambiare idea a neonazisti) e la memoria.

Ci colpisce la semplicità di questo messaggio e la speranza che porta con sè.

Una speranza che non è una credenza e che va alimentata ogni giorno con il dialogo, la tolleranza e il rispetto.

Sapere che Max Mannheimer era pure simpatico è di un fascino disarmante.

Le mie foto non rendono merito alla bellezza e all’atmosfera che c’era nell’aula e per questo chiedo scusa; sono il fotografo peggiore del mondo nonostante l’Iphone.