La rettorica che ci rode le ossa

“C’è nel seno della Nazione un nemico più potente dell’Austria ed è la nostra colossale ignoranza. Sono le moltitudini analfabete, i burocrati macchina, i professori ignoranti, i politici bambini, i diplomatici impossibili, i generali incapaci, l’operaio inesperto, l’agricoltore patriarcale e la rettorica che ci rode le ossa. Non è il Quadrilatero di Mantova e Verona che ha potuto arrestare il nostro cammino ma è il Quadrilatero di 17 Milioni di analfabeti e 5 milioni di Arcadi.”

Di chi è la colpa? – Pasquale Villari, 1866

La macchina dello stupore di un uomo superfluo

A dir la verità anche io se taccio, lo faccio in italiano.

Sogno in tedesco a volte e a furia di guardare serie tv in inglese mi viene quella lingua lì.

Due cose però le so. Una è che, come dice Brodskij, se mi sconfiggono tendo a non dare la colpa a nessuno.

La seconda è che quello che ami (e anche quello che leggi) salta fuori dappertutto.

A essere onesti bisognerebbe affidarsi a una particolare idea di vita.
Sarebbe l’avere cura di fermare l’inconsapevolezza e far diventare ogni giorno una meraviglia (e con meraviglia non intendo mica per forza girare il mondo in moto [magari], intendo anche sedersi vicino al lettino di tuo figlio e aspettare che si svegli).

Qualcuno la chiama arte.

Ultima cosa. Sopra tutto non c’è l’amore, c’è la compassione.

Hai sonno papà?

Oggi Lucio, per la prima volta da quando siamo a casa, non ha chiesto:”Dov’è mamma”?

E allora io oggi mi sento come uno che sa fare il papà, non il migliore per carità. Come uno che sta facendo una specie di tirocinio durissimo. La paga è la più bella al mondo, ballare (pure bene lui eh, io di mio non sfiguro) Hey Joe di Hendrix. Metto qui un esempio lampante delle mie abilità coreografiche

Sono felice e stanchissimo. Ma con i fedeli compagni caffè e Moretti il prode cavaliere non teme niente e nessuno.