Intervista a Claudio Cumani

Claudio Cumani, missione ricordo

Il ventotto gennaio è venuto a trovarci Claudio Cumani, astrofisico e traduttore de una speranza ostinata di Max Mannheimer e noi del giornalino come dei bravi bimbi abbiamo colto l’occasione di intervistarlo anche “fuori campo” e dare l’opportunità alle classi non coinvolte nel progetto di sentirsi comunque partecipi ed di poter “ascoltare” la testimonianza di un uomo straordinario molto attivo nel sociale.

Nel colloquio generale si è notato una commozione da parte di Cumani nel ricordare l’amico scomparso Max ed una sua volontà a subentrare nella sua missione di continuare a ricordare che orrori tali non si dovranno mai ripetere.

Nel colloquio privato che abbiamo avuto si è dimostrato molto disponibile a qualsiasi domanda e chiarimento riguardo alla sua amicizia con Mannheimer.

Voglio riportare qui di seguito alcuni momenti particolari dell’intervista che ci hanno segnato e che ricorderemo per sempre;

“Ha incontrato degli altri sopravvissuti oltre a Max?”

“Sì, perché al memoriale di Dachau [dove ha incontrato max.] vengono invitati regolarmente dei sopravvissuti e ho conosciuto li, nonostante è della mia città Boris Pahor ed altri[…]Vengono invitati perché in Germania non vogliono dimenticare e considerano l’esperienza sei sopravvissuti come qualcosa di prezioso e da non perdere”

“ Max è tornato  in un campo di concentramento?”

“Si, cercava di portarci più gente possibile per spiegare la sua sttoria e quello che ha dovuto subire ma non so se lui amasse tornare nei campi di concentramento ma aveva questo senso di responsabilità verso la gente per far si che nulla venga dimenticato”

“Max ha due figli, sa cosa ne pensano loro di questa sua esperienza?”

“Lui non ne ha mai voluto parlare con loro perché non voleva farli stare male con ricordi del suo passato ed addirittura la figlia si nascondeva tra gli studenti durante le sue testimonianze per riuscire a carpire degli aneddoti”

“ Per finire , le manca Max ? cosa crede che abbia lasciato a noi e a lei?”

“Si, mi manca. Era un grandissimo amico e credo che mi abbia lasciato il compito di promulgare la sua testimonianza e di fare emozionare voi come lui stesso ha emozionato me con la sua vitalità e il suo carattere che faceva in modo che lui non si fosse mai arreso anche durante quel periodo orribile che è stato la deportazione”

per gentile concessione del comitato del Giornale Scolastico ” A’ la Carte”