Alberto Arbasino – Ritratti Italiani

Viva Ennio Flaiano, il mio satiro preferito

“Effettivamente, se si ripensa agli anni della Dolce Vita o di Via Veneto, sembra davvero un’epoca remota, anche da spiegare alle generazioni più giovani. Come, per esempio, l’idea di serate molto piacevoli da un punto di vista intellettuale, culturale e anche proprio di divertimento, passate chiacchierando, cioè facendo una conversazione colta, brillante, leggera ma che toccava tutti i temi dell’attualità culturale (letteraria, politica, ideologica, di spettacolo, di informazioni sulle letterature straniere, sui classici magari minori), invece che stare muti davanti alla televisione e, fra un programma e l’altro, fra uno zapping e l’altro, parlare di quello che si è appena visto o tutt’al più di soldi, della salute, delle vacanze, dei bambini. O il balzano (allora) proposito di trascorrere le serate non uscendo, non andando alla redazione del Mondo, poi a un aperitivo in casa di qualcuno, al cinema o a teatro, quindi a cena in ristoranti che stavano aperti a Roma normalmente come in Spagna, fino alle due o alle tre, e poi ancora in via Veneto…

[…] I caratteri di Flaiano uomo e di Flaiano scrittore erano l’ironia e la malinconia, la disillusione e il disincanto e una delicatezza d’animo ferita, profonda e un po’ lontana in un’epoca che, in una delle ultime interviste, egli definiva “sciattona e sgangherata”.

Lui, qui, ha scritto cose meravigliose:

“Chi vive nel nostro tempo è vittima di nevrosi. Per vivere bene non bisogna essere contemporanei”

E la mia preferita ” A forza di scavare uno la merda la trova.”