In memoria di Venanzio Gibillini

In questi anni, facendo il mio lavoro, mi sono convinto che la Storia e le storie possano aiutare a guardare avanti. So che è una grande ovvietà. L’essenziale stava da un’altra parte, nel modo di raccontare. Faccio l’insegnante e questo significa che non sono niente (niente) senza i miei studenti. Sono loro che me l’hanno fatto capire, quando, qualche anno fa, hanno intervistato Venanzio Gibillini. In due ore, grazie alle loro domande, alla loro attenzione e alle loro lacrime, in quella stanza siamo tutti diventati uomini e donne più consapevoli, più tolleranti e più forti. Abbiamo messo in testa e nel cuore un pezzo di storia atroce, vera e importante. Tutto questo grazie a Venanzio. Lui è stato per due ore la nostra guida e ci ha restituito la sua vita e i suoi anni nei campi concentramento in modo delicato, potente, preciso e devastante. Quello che ci ha raccontato Venanzio rimbomba ogni giorno, grazie Venanzio. La Storia e tutti noi ha perso non solo un uomo meraviglioso ma un maestro vero.

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